Questa settimana vi proponiamo una ricetta tipica della tradizione romagnola. Un omaggio anche al Baccanale, in pieno svolgimento a Imola, il cui tema è per il 2021 “Amaro”.

Nella storia la cotoletta di cardo era un modo per recuperare le foglie esterne della pianta, quelle che venivano scartate prima di metterlo in vendita. L’azdora, ovvero la donna di casa, allora le recuperava e ne faceva il mangiare per tutta la famiglia. Della serie “Io non sono uno scarto” Chi era bambino non era molto entusiasta di questa soluzione, soprattutto dopo avere assaggiato le cotolette di carne. Oggi però questa ricetta è diventata una specialità ricercata e non facile da trovare nel ristoranti.

La versione che riportiamo è quella di una signora di Bagnacavallo. Di versione ce ne possono essere tante. Se ne avete una vostra inviatela a info@lavalledellealbicocche.it e la condivideremo.

Lavare le foglie di cardo sotto acqua corrente, togliere i filamenti, tagliarle a fette lughe 6,7 centimetri e immergere i pezzi in acqua con limone per evitare che annerisca. Dopo di che immergetele in acqua, anch’essa leggermente limonata, e cuocete fino ma a che non il cardo non si ammorbidisca (provate infilzando la forchetta). Una volta pronto lasciate asciugare. A parte amalgamate farina con pane grattugiato, sale e prezzemolo. In un altro piatto sbattete con la forchetta 2 o 3 tre uova. Intingere ogni pezzo di cardo nell’uovo sbattuto e poi passatelo nella farina con pane grattugiato, a questo punto cuocete in un a padella con olio bollente, girandolo più volte fino a doratura della superficie. Togliete il cardo cotto e lasciate sgocciolare in un piatto con carta da cucina. Servire caldo.

Fin qui la tradizione. Se poi volete sperimentare, provate a fare un hamburger con il cardo così preparato. Prendete il pane adatto, aggiungete una foglia di insalata, una fetta di pomodoro, un po’ di cipolla e in mezzo la cotoletta di cardo. Oppure a vostro piacimento. La sperimentazione è aperta. Buon appetito!

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