Con il lockdown abbiamo capito di essere tutti nella stessa tempesta, ma non sulla stessa barca. Le disuguaglianze sociali hanno allargato il divario tra chi ha case spaziose e chi no, tra chi ha dispositivi nuovissimo per collegarsi a Internet e chi no, tra chi ha capacità e chi no. La stessa cosa vale su scala molto più estesa, anche in Medio Oriente.

Da un lato c’è Israele, che ha comprato dosi di vaccino pagandole 3 volte il prezzo di mercato e verosimilmente entro gennaio vaccinerà il 25% della popolazione. Dall’altro c’è la Palestina, un paese povero, frammentato e che subisce l’occupazione israeliana in alcuni territori.

Proprio su questi 14 organizzazioni internazionali hanno richiesto che Israele garantisse vaccinazioni non sono per i coloni, ma anche per i palestinesi.

Ma noi da Imola cosa possiamo fare?

L’aiuto più concreto che si può fare è sostenere l’economia palestinese grazie al cooperazione internazionale. Altromercato da anni ha avviato collaborazioni non sempre facili in questi territori e ha puntato sui prodotti tipici di questo territorio: cous cous, datteri, mandorle.

Il settore agricolo (intorno al 20% dell’economia palestinese) è di importanza fondamentale perché occupa parte della forza lavoro formale e informale, gli espulsi da Israele possono tornare a lavorare la loro terra, garantisce la sicurezza alimentare ed è associato all’accesso alle risorse di base

Il progetto per l’esportazione

Se già in tempi normali la logistica era molto complessa, adesso ovviamente lo è ancora di più. Per rendere la missione economicamente sostenibile Altromercato ha avviato una campagna nazionale per garantire un minimi d’ordine.
In questi giorni sono arrivati i primi ordinativi.

Mandorle

Per i coltivatori di Jenin, territorio vicino al muro di confine, il mandorlo è la libertà. La coltivazione di questo albero da parte dei contadini di PARC infatti impedisce la confisca della loro terra. Con queste mandorle, abbatti il muro dell’indifferenza.

Mandorle della Palestina
Cous cous da agricoltura biologica

Le donne di PARC che lavorano il meftoul, il pregiato cous cous palestinese, arrivano dal campo profughi di Gerico. Per loro un lavoro non significa solo futuro, ma dignità e riconoscimento sociale. Con questo cous cous, scegli di stare al loro fianco.

Datteri medjoul da agricoltura biologica

La Valle del Giordano è un prezioso patrimonio naturale. Qui, prima dell’occupazione, i palestinesi avevano accesso a 254 pozzi d’acqua. Oggi solo a 24. I datteri di PARC rappresentano un simbolo di tenacia e un presidio vitale, che supporta le comunità e impedisce la confisca della loro terra. Con questi datteri, sostieni il futuro di un popolo.

Datteri Medjoul Palestina

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